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Partiamo per l'entroterra! Alle 17 si parte: adunata, fiato ai collettori, controllo cisterne e via, ci avviamo verso Lucca per raggiungere il resto della comitiva, che contattiamo dopo un fantastico giro della Lucchesia tra piccoli paesini, viali alberati e gente stupita da tanti scooter in transito. La traversata è resa sicura dalla correttezza dei partecipanti, invitati a camminare in fila indiana, e dal gravoso impegno dello staff che scorrazza avanti e indietro per tenere in direzione la colonna. Del resto il compito non appare particolarmente difficile: togliendo i caschi appaiono brizzolature e spiazzature che tradiscono un'età media non più ventenne, per cui la selezione naturale unita alla legge dei grandi numeri (con influenze delle leggi di Murphy e qualche teorema di Lapalisse) ha mandato al Fest i maturi dell'asfalto, che da tempo hanno abbandonato sfrizionate, impennate e sorpassi in doppia curva. Dopo varie giravolte su e giù, di qua e di là arriviamo nei pressi del Ponte del Diavolo, antico azzardo architettonico (un ponticello a tre campate asimettriche e 'scombinate') che collega le due sponde del fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano.
Ingegneria
medievale!Chi ha il coraggio di salirvi? Un sacco di gente, a quanto si vede, e peccato che proprio qui ci si ritrovi con gli altri e si riparta in tutta fretta, così non c'ho manco una foto da far vedere. Via, tutti insieme finalmente riuniti, il serpentone si snoda, adesso siamo veramente un battaglione! Ancora un po' di kilometri e arriviamo a Barga, dove veniamo ricevuti da autorità, cittadini e curiosi in una zona pedonale appositamente aperta e vestita a festa per noi.
Foto
di gruppo con tricolori! |