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Terra affascinante ma misteriosa, natura incontaminata ma ostile, clima infame ma vivibile, gente cordiale ma ombrosa, tradizioni millenarie ma stile di vita hi-tech, ma quante contraddizioni ci sono in Islanda?
Tantissime, impossibile elencarle tutte, bisognerebbe rimanere qualche mese per comprendere come possa una piccola popolazione (270.000 abitanti di cui 170.000 nella sola Reykjavik) combattere contro i rigori di una terra inospitale e trasformarla in una delle nazioni più ricche del pianeta.
Le poche risorse naturali disponibili (soprattutto il gas naturale, il pesce di cui il mare artico è ricchissimo, e l’ambiente stesso) sono state ampiamente sfruttate dal popolo islandese, che grazie ad esse gode del maggior reddito pro-capite del mondo.
L’orgoglio nazionale, espresso nell’impossibilità per uno straniero di risiedere in Islanda se non per motivi di lavoro o per sposare un residente, viene continuamente ribadito e tramandato tra le generazioni, al punto che perfino i cognomi vengono assegnati al figlio declinando il nome del padre con un suffisso collegato al sesso del bambino (es. il figlio maschio di un padre di nome Gunnar ha per cognome Gunnarsson, mentre la figlia avrà Gunnartottir). Questa anomalia tutta loro mantiene in essere un sistema che funziona da millenni e che nemmeno l’attuale generazione ha intenzione di convertire.
Nei pochi territori che lo consentono, l’agricoltura è praticata principalmente come produzione di alimenti per il bestiame o come pascolo per gli ovini; dove le rocce laviche lasciano il posto all’erba, sempre si vedono greggi di pecore e capre, mandrie di vacche e cavalli, e il territorio è punteggiato di piccole fattorie spesso isolate e lontane chilometri e chilometri dal primo centro abitato.
Spesso poi non si tratta nemmeno di paesi o cittadine, ma di piccoli borghi rurali composti da poche casette, un emporio e l’immancabile chiesetta.
Una curiosità: la guida locale ci ha segnalato (senza dilungarsi sui motivi) che in Islanda non esistono: serpenti, mosche, formiche e rane; in compenso ci sono miliardi di zanzare (in estate) a causa della presenza di centinaia di paludi formate dallo scioglimento dei nevai invernali!
Per questo è caldamente consigliato ricordarsi un prodotto antizanzare potente, nel caso si voglia praticare il camping o il trekking avanzato. |