Keflavik int. airport
Particolare della vetrata che domina il salone partenze dell’aeroporto.

Maglioni, maglioni, maglioni e ancora maglioni. E’ un prodotto in cui gli islandesi sono imbattibili, esistono un po’ ovunque laboratori artigiani e piccole industrie dove con la lana delle pecore allevate nei pascoli del sud-ovest vengono fabbricati dei maglioni di eccezionale qualità.
Oltre che molto caldi sono disponibili in centinaia di trame colorate, e di diversi pesi. In generale però sono adatti a climi molto rigidi, per cui il rischio è che qui da noi si usino molto poco.
Durante il tour guidato abbiamo visitato una fabbrichetta di Vik, che vende anche
on-line; i prezzi sono abbastanza elevati, ma secondo noi che abbiamo toccato e visto i capi esposti sono ottimi!

Nel ramo souvenir si trovano un sacco di oggetti che ricordano le saghe (vichinghi, gnomi, fate, streghe, elfi e draghi). La storia islandese si tramanda con la narrazione delle saghe, storie spesso cruente che raccontano la vita e le avventure dei primi coloni, provenienti dalla Scandinavia, le conquiste e le invasioni da parte di Irlandesi, Inglesi, e Danesi, la costituzione di un proprio statuto e l’Indipendenza, i commerci, la conquista del territorio ecc. ecc.
Le saghe sono poi un modo a volte un po’ crudo ma realista di far capire alle nuove generazioni l’importanza della propria specificità, dei motivi che hanno portato l’Islanda ad essere ancora oggi una nazione volutamente isolata e sganciata dal resto del mondo, sia per motivi economici che per esigenze di conservazione del proprio patrimonio storico e sociale.

Ecco che allora nei negozi si trovano libri di racconti delle saghe, raccolte di fotografie dell’ambiente, a Skogar è stato ristrutturato e aperto al pubblico un microvillaggio di casette tipiche, quelle ricoperte d’erba, con annesso museo che raccoglie centinaia di oggetti che testimoniano la vita e le abitudini delle popolazioni islandesi del passato.

La gastronomia locale propone salmone affumicato, svariati prodotti a base di trota, salmone e perfino balena, formaggi di vacca e pecora, alcune marche di birra locale (per la verità abbastanza scadente) e come nella migliore tradizione nordica tanti tipi di dolci.

Dappertutto poi si possono trovare oggetti che ricordano la mascotte zoologica locale: la pulcinella di mare (in inglese “puffin”) che viene ritratta su tazze, posaceneri, magliette, portachiavi, bicchieri, borse e quant’altro; anche le balene (visibili con appositi tour navali organizzati nei mari del sud-ovest) sono un soggetto molto gettonato!

Una raccomandazione: prima di partire per l’Islanda, procuratevi l’utilissima (e precisissima) guida di
Lonely Planet, che vi aiuterà a organizzare al meglio il vostro tempo e le mete migliori.

Molto belli anche i libri di foto, ne abbiamo acquistato uno di
Sigurgeir Sigurjonsson (Lost in Iceland), uno dei guru della fotografia islandese.