Progettato fin dai tempi della settimana bianca (febbraio) trascorsa nella splendida località valtellinese, prende corpo durante l’estate l’idea di fare qualcosa di “memorabile”: un raid andata e ritorno in solitaria attraverso uno dei più divertenti e panoramici percorsi delle alpi atesine e svizzere.
Ebbene sì, per la prima volta una delle mie gite a due ruote comprende una breve “invasione” in terra straniera, precisamente in Engadina, tragitto che avvicina a Livigno dalla parte settentrionale dell’omonimo lago dopo aver attraversato il tunnel privato del Munt de la Schera.

La partenza avviene il sabato mattina, fa caldo, molto caldo, l’estate 2001 è ricordata come una delle più bollenti degli ultimi 100 anni, da molto tempo non piove e tutto sommato l’idea di prendere un po’ d’aria fresca in montagna è già un piccolo sollievo.

Il tragitto da Desenzano a Merano si svolge senza storia particolare, ad Ala mi aggancio alla S.S. 12 direzione Brennero e la “tengo” fino a Bolzano; unico inconveniente, a Mezzocorona vengo bloccato per mezz’ora dal transito del giro ciclistico delle Dolomiti - edizione dilettanti - che è formato da un gruppo enorme di ciclisti sudati e ansimanti di tutte le età.
Passato il gruppone devo accodarmi, e solo la clemenza di un poliziotto di scorta lascia passare, dopo qualche chilometro di passione, almeno i motociclisti; via!

A Bolzano (verso le 11,30) inizio la strada verso Merano: dopo pochi km si comincia a vedere (lontano ma in rapido avvicinamento...) un temporalone megagalattico che riempie completamente il panorama della Val Venosta, un cielo nero come se ne vedono pochi... e infatti prima di arrivare a Merano BUM!, è il disastro completo.





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